sabato 16 gennaio 2010

PD e candidature: una brutta partenza!

Nel breve spazio temporale di un paio di anni il PD ha beneficiato di due straordinarie manifestazioni di fiducia da parte dei cittadini-elettori che guardano verso il centrosinistra.
Nell’ottobre 2007 con l’altissima partecipazione alle primarie per la “costituente” del nuovo Partito e nello stesso mese del 2009, di nuovo, con una elevatissima affluenza alle urne delle primarie per la scelta del nuovo leader.
Nel frattempo, però, vi erano stati due appuntamenti con l’elettorato italiano: le elezioni politiche del 2008, con la sconfitta del neonato PD (anche se in questo caso, pur non volendo nascondere gli errori di strategia e di comunicazione compiuti, quel risultato poteva essere considerato in qualche misura prevedibile) e con il risultato elettorale conseguito alle amministrative 2009, che ha visto il Partito subire una emorragia di circa tre milioni di elettori in Italia; un segnale gravissimo di mancanza di credibilità e di sfiducia che una parte della dirigenza -quella stessa che oggi governa il Partito- ha colpevolmente cercato di nascondere.
Gli stessi fenomeni hanno interessato, copiosamente, la regione Emilia Romagna e Bologna.
Nel primo biennio di vita del PD abbiamo dunque registrato due circostanze positive e due negative.
Le elezioni regionali del prossimo mese di marzo saranno un banco di prova decisivo e, se il Partito Democratico non dovesse ancora una volta risultare convincente presso gli elettori credo proprio che, con molto realismo, si dovrebbe prendere atto del fallimento del progetto politico nel quale in tanti avevamo creduto.
Attenzione però, i successi e/o gli insuccessi non sono determinati da fatalità, piuttosto dalle scelte che il gruppo dirigente sta già compiendo in queste settimane a tutti i livelli.
Le responsabilità, in un senso o nell’altro, devono quindi essere molto chiare a tutti già da oggi!
In tutta sincerità devo dire che l’impressione che si ricava dalle notizie che trapelano, sia in merito al puzzle delle alleanze nel quadro nazionale che alle manovre in corso localmente per la scelta dei candidati del PD, non lascia molto spazio all’ottimismo.
Con la doverosa premessa che il “cantiere “ è ancora aperto, appare però già abbastanza definito l’orientamento a muoversi verso alleanze da costruire in base a teoremi puramente aritmetici per formare, sulla carta, maggioranze di stampo numerico, o verso candidature, spesso, scelte per premiare un fedelissimo o compiacere qualche personalità di peso.
Per i programmi, cioè quelle cose concrete che “toccano” le persone in carne ed ossa e che dovrebbero costituire la funzione esclusiva degli esecutivi, si vedrà poi!
Naturalmente si tende a mascherare queste ben più che veniali mancanze di rispetto verso la comunità, con quotidiani esercizi di marketing politico sottolineando con spasmodica insistenza le varie positività (vere o presunte tali) prodotte durante le esperienze di governo in corso o in quelle passate.
Nulla di nuovo, tutte modalità di comunicazione politica già viste e agite nel tempo!
Solo che ora i cittadini, soprattutto quelli con orientamento politico progressista e scevro da vincoli ideologici, non si accontentano più né delle chiacchere, né di assistere a riti e commedie che sono solo fumo negli occhi.
Oggi le persone perbene che vivono del loro onesto lavoro pretendono -giustamente- dalla politica un cambio di passo forte, deciso.
Che vuol dire la capacità di scegliere candidati che posseggano doti di spiccata coerenza verso alcuni principi basilari che, invece, la politica italiana pare abbia disperso: correttezza e trasparenza nel rapporto con i cittadini, competenza, umiltà, senso della concretezza e grande rigore morale.
Il Partito Democratico, proprio perché ha illuso per due volte milioni di persone sul fatto che tutto ciò può essere possibile, non può permettersi di ignorare lo stato d’animo e la visione che gli elettori hanno della politica, oggi; deve sapere che in questa partita delle regionali si gioca tutto, che non avrà più un’altra prova di appello!

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