lunedì 12 aprile 2010

Bologna. Qualche buon motivo per votare a ottobre….di quest’anno!

La Commissaria prefettizia Cancellieri è sicuramente persona preparata e di grande competenza che svolgerà un ottimo lavoro a Bologna e proprio per questo dovremo tutti essergli grati.
Ciò non toglie che resta, tutta intera, l’urgenza di ridare alla città una amministrazione democraticamente e liberamente scelta dai cittadini prima della scadenza del corrente esercizio di bilancio, cioè a ottobre.
Infatti, per quanto possa ben operare, la dott.sa Cancellieri non potrà sostituirsi alla politica e, questo, potrebbe determinare non pochi problemi ad una città che invece avverte fortemente l’inderogabile necessità di elevarsi sia moralmente, nel proprio senso di comunità prima di tutto, che sotto il profilo economico, sociale e della sua capacità di riprogettare un futuro più certo e credibile a beneficio delle giovani generazioni e di quelle che verranno.
Per conseguire un tale obiettivo la politica (quella intesa nel senso più nobile del termine) deve necessariamente riconquistare la centralità che le spetta nell’Istituzione Comunale e nelle prerogative di governo della città.
Su questo non possono esistere dubbi da parte di nessuno!
Dunque, non si deve commettere il colpevole errore di usare il commissariamento come paravento per portare a compimento i soliti giochetti politici che poi, a ben guardare, si riducono sempre a molto poco: la ricerca di equilibri e persone che rappresentino gli interessi “giusti”.
I soliti interessi di poteri e/o gruppi, quasi mai quelli riconducibili al cosiddetto bene comune!
Un esempio di questa urgenza?
Prendiamo il bilancio.
L’esercizio 2010 è connotato da scelte fortemente restrittive che hanno riguardato sia il settore sociale che il piano degli investimenti.
Scelte certamente dettate dal contesto di difficoltà finanziaria dello Stato, ma che forse potevano essere meglio ponderate.
Se analizziamo gli scarni progetti di investimento che -trovando copertura finanziaria nel bilancio corrente- potranno essere effettivamente calendarizzati e li proiettiamo in avanti di qualche anno, non riusciremo a vedere alcun disegno progettuale di nuova città intesa, naturalmente, anche come comunità in crescita.
Al contrario vediamo una sorta di sterilizzazione dell’esistente, di immobilismo e impotenza culturale.
Attribuire un tale stato di cose alla gestione commissariale sarebbe azione molto grave e di dichiarata malafede.
Le responsabilità di ciò, infatti, vanno ricondotte alla cecità di una politica che in generale, non solo a Bologna, purtroppo ha perso da tempo la capacità di costruire per il bene comune!
Però bisogna anche essere consapevoli che il migliore dei Commissari non potrà mai riempire un tale vuoto.
Questo è compito della politica e non credo che Bologna possa permettersi di perdere l’occasione di usare il prossimo bilancio per iniziare ad invertire una tendenza che oramai si può definire drammatica!
L’alternativa sarebbe l’inarrestabilità di un declino col quale stiamo facendo i conti da troppo tempo.
Dunque, da tutti gli schieramenti politici ci si dovrebbero aspettare atti concreti e soprattutto consapevoli delle difficoltà che stanno attanagliando la comunità bolognese.
Non semplici calcoli di convenienza, solo in base ai quali determinare la data delle nuove elezioni!

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