E’ bene che l'opinione pubblica inizi a preoccuparsi, e non poco, di quanto sta succedendo nei Servizi Sociali del Comune!
In particolare su quelli cosiddetti a bassa soglia di accesso.
Cioè rivolti ai tossicodipendenti e altri soggetti fortemente disagiati; in una parola i casi più gravi, quelli immediatamente assoggettabili da parte dell’opinione pubblica al termine “degrado”!
Chiude il Servizio Drop In di Via Paolo Fabbri; chiudono i laboratori informatici del Centro Diurno di Via Del Porto; si riduce la presenza dell'Unità Mobile del Comune (anche su pressione di cittadini residenti) nelle zone più "calde" per spaccio e consumo di sostanze.
Quale la causa? La mancanza di risorse!
E, a questo proposito, è utile richiamare alla memoria di tutti quanto avvenne solo tre anni fa; eravamo negli anni di Cofferati.
Ricordo perfettamente che quando iniziammo a valutare il progetto di riorganizzazione dei Servizi Sociali, oltre a puntare sul decentramento e la territorializzazione di detti Sevizi, ci venne detto che la creazione delle ASP -dalla trasformazione e accorpamento delle Ipab- avrebbe determinato: a) una condizione favorevole dal punto di vista economico-finanziario (viste, anche, le disponibilità patrimoniali delle Ipab medesime!); b) uno sviluppo e la crescita dei Servizi alla Persona; c) un risparmio per le casse comunali conseguente al passaggio di parte del personale alle ASP, che diventavano le aziende per la gestione dei Servizi Sociali pubblici.
I successivi contratti di servizio sottoscritti con le ASP cittadine, invece, non solo non hanno fatto risparmiare nulla al Comune di Bologna, ma hanno fatto lievitare i costi di oltre 1 milione di euro all'anno!
Questo perché il personale comunale è rimasto al Comune e le nuove Aziende hanno preteso che i costi per l’assunzione del personale nuovo, necessario alle ASP per poter prendere in carico la gestione dei servizi, venissero coperti dal bilancio comunale.
Morale: con questi maggiori costi e i chiari di luna odierni per la finanza locale, bisogna operare dei tagli!
Dove?
Nei servizi di bassa soglia: quelli rivolti ad una utenza fatta di soggetti che gran parte della opinione pubblica di oggi considera semplicemente…”feccia” da rimuovere dalla vista!
Con cifre molto inferiori a quelle che il Comune sta inspiegabilmente pagando alle ASP per le nuove assunzioni, i servizi che oggi chiudono avrebbero addirittura potuto essere qualificati e maggiormente orientati al recupero ed alla "promozione" della persona!
Di questo passo, invece, tra poco il “degrado” per le strade e i parchi della città aumenterà a vista d’occhio e, Dio non voglia, ricominceremo anche a raccogliere qualche povero disgraziato morto per strada!
Si da il caso, infatti, che le persone si spostano, ma non scompaiono!
E, per quanto lontane dal mio, dal nostro, stile di vita, gli utenti dei servizi di cui stiamo parlando, sono persone!
Se attraverso tali servizi una di loro viene avviata su percorsi di cura e/o recupero, se gli viene consegnata una siringa nuova in cambio di quella usata, si avrà il risultato di una persona e di una siringa in meno sulla strada.
Se invece si continuano a tagliare i servizi di contatto/cura come il Drop In, quelli di autopromozione come i Laboratori, quelli di scambio delle siringhe come l’Unità Mobile, ecc…, i bolognesi ne vedranno molto presto gli effetti.
E non saranno né positivi né edificanti.
E neppure socialmente e umanamente accettabili!
Quel giorno, allora, evitiamo almeno di chiederci il perché.
Quanto sta avvenendo oggi su questa utenza così disgraziata, in una società civile, si chiama “omissione di soccorso”.
Ciò rende evidentemente inutile ogni domanda successiva!
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