L’affaire “Delbono-Cracchi” ha oramai piegato la città sotto il peso di una umiliazione che Bologna non merita di certo!
Non penso ancora agli eventuali risvolti giudiziari che potrebbero scaturire dall’inchiesta in corso.
Se e quando ci saranno, ognuno potrà formarsi la propria opinione in merito.
Causa di tanta umiliazione è, purtroppo, la spregiudicata disinvoltura che ha caratterizzato i comportamenti dell’ex Vice Presidente della Regione, oggi Sindaco di Bologna.
Sul piano dell’etica personale siamo di fronte a dati di fatto, non a presunzioni di reato o a semplici illazioni!
Un quadro piuttosto desolante, non c’è che dire!
E le sue dimissioni non basteranno a cancellare lo sconcerto che si è aperto con questa vicenda, non solo nella città.
Su quello che è successo in queste ore incombe però un’aggravante, tutta politica, che non può restare in sordina!
Dei comportamenti eccessivamente disinvolti di Delbono, a Bologna, si vociferava da tempo, da molti anni ed in contesti ben più allargati rispetto alle ristrette stanze dei bottoni!
Oggi, quasi tutti, si mostrano sorpresi per le leggerezze e anomalie comportamentali legate a questa vicenda.
E' solo colpevole ipocrisia!
I dirigenti politici che hanno avuto peso e ruolo nel proporre e sostenere la sua candidatura a sindaco non potevano non sapere e, conseguentemente, non essere coscienti dei rischi -anche solo di opportunità- connessi alla proposta che mettevano in campo.
Sostenere il contrario equivarrebbe ad ammettere che a Bologna il PD ed il centrosinistra rappresentano un elemento completamente avulso dal contesto sociale cittadino e dagli umori della sua pancia!
Oggi, a fronte del disastro determinatosi sul piano amministrativo, politico, di immagine e di credibilità, può esservi un solo imperativo per la dirigenza del PD: quello dell’onestà intellettuale, ammettendo l’errore e scusandosi con gli elettori e la città!
Assumendone la responsabilità sino in fondo e con tutte le conseguenze connesse!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Queste perplessità tu le hai espresse in tempi non sospetti, ben prima che Cracchi decidesse la sua ritorsione. Avevi ragione, i rischi erano alti. E adesso lo sanno tutti.
RispondiEliminaFAM